Quella strana festa di sesso

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La padrona e lo schiavo

Mi chiamo Raffaella e sono una donna molto bella e anticonformista. Non mi piace raccontarmi ma adoro essere io il centro del mio universo. Sono sposata da dieci anni e mio marito ha un carattere forte e deciso. Quando facciamo sesso sono io la preda e lui è un vero stallone da monta che mi domina e mi fa godere come una porca.

Per nostra fortuna , però , siamo una coppia aperta e ci piace avere incontri separati di puro sesso e senza troppe complicazioni. In questi momenti io divento una padrona assoluta di questi momenti e del ruolo che assumo con il mio compagno occasionale. Oggi voglio raccontarvi il mio ultimo incontro avvenuto circa un mese fa. Mi trovavo, come di solito faccio quando voglio incontrare qualcuno. in uno dei pub viino casa. Di solito prendo un cuba libre perché adoro i gusti forti e decisi del rum . Sto sola soletta davanti al mio amico barman in attesa di farmi abbordare da qualche bel ragazzo. In realtà sono io che decido la mia preda. Lo faccio molto bene , con sguardi inequivocabili e movimenti del corpo che non lasciano nulla al caso.

Quella sera c’era la partita di anticipo del campionato e molti ragazzi erano al pub per seguire la partita. La serata ideale per far incontri; di solito sono i tifosi della squadra vincente a farsi avanti con me, forse per finire la serata nel migliore dei modi . In realtà a me piacciono quelli che perdono la loro partita, sono ottimi schiavi da cui ottenere tutto quello che voglio in un uomo. Andrea , così si chiamava, si fece avanti per primo.

Era un ragazzotto sulla trentina , molto pulito ed educato. Abbiamo subito iniziato a parlare del più e del meno. Ricordo pure di aver parlato di calcio anhe se io odio ogni sport di squadra. Preferisco gli sport individuali.

Dopo un paio di cubalibre inframmezzati da un tequila ero già arica e sufficientemente disinibita per lasciarmi andare e prendere l’iniziativa. Amo essere io a fare il primo passo ed Andrea era il mio giocattolo per quella sera. Ormai avevo decso; sarebbe stato lui il mio schiavo per le prossime ore.

Gli chiesi se voleva accompagnarmi a casa per fare quattro chiacchiere in maniera più riservata. Ho messo subito in chiaro che io volevo essere la sua padrona e lui sarebbe stato il mio sogno proibito, pronto a soddisfare tutte le mie fantasie. Lui accettò volentieri . Ancora una volta avevo indovinato il carattere da schiavo della mia preda. Ci avviammo verso casa ridendo e scherzando . Il rhum aveva colpito in pieno ed ero in preda ai suoi effetti collaterali , non ultimo la gran voglia di scopare che mi assale in questi momenti.

Arrivati a casa ho fatto sedere il mio Andrea sul divano bianco del salotto. Anche lui era eccitato ma io volevo farlo soffrire un pò. Alzai la mia gonna e gl ordinai di annusare la mia fica Non doveva ne toccare ne usare la lingua. Doveva soltanto annusarla e dirmi cosa mi avrebbe fatto se lo avessi lasciato libero di agire.

Lui mi rispose con una serie di porcate inidicbili. Lo feci spogliare tutto nudo e gli ordinai di leccarmi i piedi e le cosce . solo la lingua era il suo strumento di piacere in quel momento ; non poteva usare le mani , soltanto la lingua. Lui obbediva come un cagnolino ad ogni mia nuova richiesta. Volevo che lui mi leccasse la fica e lui obbediva .

Gli ordinavo di leccarmi il buchetto del mio culo e lui si adoperava al meglio per rendermi contenta. A quel punto gli sono salita addosso e cominciai a cavalcarlo.

Lui aveva un grosso cazzo, non tanto lungo ma molto grosso di spessore. Lo sentivo aderire con le pareti della mia vagina e percepivo il grosso calibro del suo cazzo.

Lui vibrava di piacere. Lo sentivo ansimare ad ogni mio andare giù verso il centro del suo e mio piacere. Ma non volevo questo da lui . Volevo dargli un ultimo e definito ordine. Mi alzai e gli dissi così senza preavviso: ” Se vuoi godere … mi devi scopare in bocca.

Voglio che mi godi in bocca. ” In effetti , per lui , questo forse era l’ordine più naturale e piacevole da eseguire. Mi venne sopra ed io lo assecondai coricandomi. Lui iniziò a scoparmi piano. Il suo grosso cazzo entrava a stento dentro la mia bocca e la sua cappella riempiva tutto. Io la leccavo con avidità e volevo sentire il suo piacere colarmi sulla gola. Lui non tardò a venirmi in bocca, co un getto di sperma che mi riempii completamente la bocca. Di solito non bevo lo sperma ma era troppa e parte la inghiottii avidamente. Una parte uscìì dalla mia bocca e tracimò sulle mie tette.

Ancora una volta avevo ottenuto quello che volevo da un maschio. Prendere e dare tutto quello che voglio da un uomo è la mia più grande passione.